Il ruolo della famiglia DENTRO LA SCUOLA

RELATORE: PROF. ANDREA CANEVARO
direttore del Dipartimento di Scienze dell’Educazione
dell'Università degli Studi di Bologna e membro del Consiglio di Amministrazione del CEIS di Rimini.
 


1.  EDUCARE, VERBO DELICATO 

Pensavo che la riflessione da proporre poteva partire da una celebre frase di Margherita che è utilizzata su di un manifesto: “Educare, verbo delicato”. Domandarsi il perché è delicato è forse il modo per capire come andare avanti su questa riflessione che coinvolge il rapporto tra il genitore e la scuola. Io non posso dire cosa volesse intendere esattamente Margherita, ma credo che abbia detto qualcosa perché ognuno rifletta. L’operazione è tutta da fare, non è da ricordare. Siamo per progettare, per andare avanti.

Una delle possibili riflessioni potrebbe essere questa: educare è particolarmente delicato perché è incontro ed è incontro di molti elementi. Quindi è un intreccio in cui la funzione di ogni elemento non può prevaricare, superare e quindi essere prepotente nei confronti degli altri. Pertanto quest’azione dell’educare deve avere una sua delicatezza, deve poter entrare in contatto con gli altri. Qui non si tratta di essere delicati nel senso di cerimoniosi. Delicati significa capire i toni giusti, non avere un solo tono. Delicato vuol dire  modificare il proprio modo d’esser in rapporto all’interlocutore e a quello che è l’esigenza del momento. La delicatezza degli incontri, che sono molti, è proprio la delicatezza dell’educare. 


Titolo

1) Educare, verbo delicato

2) Educare = attraversare

3) Rituale = far scorrere

4) I mediatori

5) Pluralità di soggetti, pluralità d'intenzioni

6) La morte e il dolore

7) La capacità di essere responsabili

8) La scomparsa dei riti di passaggio

9) Spazi di ospitalità nella scuola