7.
LA CAPACITA’ DI ESSERE RESPONSABILI
Ma prima ancora
del dolore vale la pena di occuparsi di qualche cosa che è molto
importante per chi cresce. Chi cresce ha bisogno di capire chi sono
gli adulti, cosa fanno e come si trasmette una capacità che è
quella di essere responsabili. L’esercizio della responsabilità.
Questo è uno degli elementi molto importanti che mi sembra possa
costituire uno dei temi forti dell’incontro tra le famiglie e la
scuola. La scuola ha bisogno di fare i conti con uno sviluppo degli
apprendimenti che schematicamente è fatto di un intreccio tra linea
progressiva e quella ricorsiva. Si imparano delle cose un po’ in
prima, un po’ in seconda e avanti così. Però questa linea
progressiva è poco consistente. Rischia di essere fragile di
franare se non è sostenuta da una linea che si chiude su se stessa.
Io la chiamerei un’attività ricorsiva. Cioè le cose che si
rifanno tutti i giorni.
Quante volte gli
insegnanti hanno un po’ da dire sul fatto che ci sono bambini e
bambini che hanno lo zainetto poco ordinato e che tengono il loro
posto disordinato. Dall’altra parte c’è una capacità di tenere
in ordine le cose. Tenere in ordine le cose significa tenere in
ordine ciò che riguarda l’igiene personale, i propri abiti, e si
cresce con questo. Un tempo tutto questo era molto bene inserito,
sedimentato, intrecciato con la vita quotidiana. Si faceva vedendo e
ci si inseriva proprio in un’attività che tutti facevano. Adesso
ciò avviene molto più raramente, perché i lavori portano a
dedicare poco tempo a questo. Molti capi di vestiario si aggiustano
limitatamente, molti invece si usano, si rompono e si buttano. Il
far da magiare, che teneva insieme diverse attività, è fatto a
volte cuocendo un cibo già pronto, quindi in pochi muti. Tutto
questo non consente, o rende molto più difficile, l’acquisizione
del “giorno per giorno”. Quindi bambini e bambine hanno la linea
progressiva che è come è giusto che sia, ma non è sostenuta da
una capacità organizzativa di quelle che chiamo attività ricorsive,
le cose che si devono fare tutti i giorni. Il fare il letto la
mattina, l’uscire sempre nello stesso modo. “Giorno per giorno
si vive questo e te lo insegno senza neanche insegnartelo”. Oggi
non è più così. E allora viene a meno quella trasmissione di
piccole responsabilità, per cui i si affida la piccola
responsabilità di governo di un oggetto, di una borsa, di uno
zainetto. E’ un affidamento che non è proclamato, è nei fatti.
Così le responsabilità diventano molto spesso le responsabilità
che chiamiamo consumiste, di cose che si consumano e si eliminano.
Sono responsabilità legate a scelte altrettanto consumiste e quindi
più portate a sopravalutare degli elementi effimeri che non degli
elementi sostanziali, portate a cambiare il termine dei valori.
Si arriva al
sabato sera. Lavorando con le persone in coma devo dire che il
numero dei giovani in coma negli ultimi 10 anni è quadruplicato e
non è che le cose avvengano per caso. Avvengono proprio perché
c’è questa deresponsabilizzazione nella quotidianità.
Questi sono motivi
d’incontro molto interessanti su cui l’elemento di consulto fra
di noi, fra operatori scolastici e familiari diventa di grande
rilevanza. Va fatto accogliendo e creando quelle dinamiche che sono
tipiche dei gruppi di autoaiuto. Le persone che prima avevano un
autoaiuto spontaneo nella famiglia allargata oggi è bene che si
organizzino l’autoaiuto e che si vedano attorno ad un tavolo.
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Titolo
1) Educare,
verbo delicato
2) Educare
= attraversare
3) Rituale
= far scorrere
4) I
mediatori
5) Pluralità
di soggetti, pluralità d'intenzioni
6) La
morte e il dolore
7) La capacità di
essere responsabili
8) La
scomparsa dei riti di passaggio
9) Spazi
di ospitalità nella scuola |