Il ruolo della famiglia DENTRO LA SCUOLA

RELATORE: PROF. ANDREA CANEVARO
direttore del Dipartimento di Scienze dell’Educazione
dell'Università degli Studi di Bologna e membro del Consiglio di Amministrazione del CEIS di Rimini.
 


7.  LA CAPACITA’ DI ESSERE RESPONSABILI 

Ma prima ancora del dolore vale la pena di occuparsi di qualche cosa che è molto importante per chi cresce. Chi cresce ha bisogno di capire chi sono gli adulti, cosa fanno e come si trasmette una capacità che è quella di essere responsabili. L’esercizio della responsabilità. Questo è uno degli elementi molto importanti che mi sembra possa costituire uno dei temi forti dell’incontro tra le famiglie e la scuola. La scuola ha bisogno di fare i conti con uno sviluppo degli apprendimenti che schematicamente è fatto di un intreccio tra linea progressiva e quella ricorsiva. Si imparano delle cose un po’ in prima, un po’ in seconda e avanti così. Però questa linea progressiva è poco consistente. Rischia di essere fragile di franare se non è sostenuta da una linea che si chiude su se stessa. Io la chiamerei un’attività ricorsiva. Cioè le cose che si rifanno tutti i giorni.

Quante volte gli insegnanti hanno un po’ da dire sul fatto che ci sono bambini e bambini che hanno lo zainetto poco ordinato e che tengono il loro posto disordinato. Dall’altra parte c’è una capacità di tenere in ordine le cose. Tenere in ordine le cose significa tenere in ordine ciò che riguarda l’igiene personale, i propri abiti, e si cresce con questo. Un tempo tutto questo era molto bene inserito, sedimentato, intrecciato con la vita quotidiana. Si faceva vedendo e ci si inseriva proprio in un’attività che tutti facevano. Adesso ciò avviene  molto più raramente, perché i lavori portano a dedicare poco tempo a questo. Molti capi di vestiario si aggiustano limitatamente, molti invece si usano, si rompono e si buttano. Il far da magiare, che teneva insieme diverse attività, è fatto a volte cuocendo un cibo già pronto, quindi in pochi muti. Tutto questo non consente, o rende molto più difficile, l’acquisizione del “giorno per giorno”. Quindi bambini e bambine hanno la linea progressiva che è come è giusto che sia, ma non è sostenuta da una capacità organizzativa di quelle che chiamo attività ricorsive, le cose che si devono fare tutti i giorni. Il fare il letto la mattina, l’uscire sempre nello stesso modo. “Giorno per giorno si vive questo e te lo insegno senza neanche insegnartelo”. Oggi non è più così. E allora viene a meno quella trasmissione di piccole responsabilità, per cui i si affida la piccola responsabilità di governo di un oggetto, di una borsa, di uno zainetto. E’ un affidamento che non è proclamato, è nei fatti. Così le responsabilità diventano molto spesso le responsabilità che chiamiamo consumiste, di cose che si consumano e si eliminano. Sono responsabilità legate a scelte altrettanto consumiste e quindi più portate a sopravalutare degli elementi effimeri che non degli elementi sostanziali, portate a cambiare il termine dei valori.

Si arriva al sabato sera. Lavorando con le persone in coma devo dire che il numero dei giovani in coma negli ultimi 10 anni è quadruplicato e non è che le cose avvengano per caso. Avvengono proprio perché c’è questa deresponsabilizzazione nella quotidianità.

Questi sono motivi d’incontro molto interessanti su cui l’elemento di consulto fra di noi, fra operatori scolastici e familiari diventa di grande rilevanza. Va fatto accogliendo e creando quelle dinamiche che sono tipiche dei gruppi di autoaiuto. Le persone che prima avevano un autoaiuto spontaneo nella famiglia allargata oggi è bene che si organizzino l’autoaiuto e che si vedano attorno ad un tavolo.


Titolo

1) Educare, verbo delicato

2) Educare = attraversare

3) Rituale = far scorrere

4) I mediatori

5) Pluralità di soggetti, pluralità d'intenzioni

6) La morte e il dolore

7) La capacità di essere responsabili

8) La scomparsa dei riti di passaggio

9) Spazi di ospitalità nella scuola