Il ruolo della famiglia DENTRO LA SCUOLA

RELATORE: PROF. ANDREA CANEVARO
direttore del Dipartimento di Scienze dell’Educazione
dell'Università degli Studi di Bologna e membro del Consiglio di Amministrazione del CEIS di Rimini.
 


9.  SPAZI DI OSPITALITA’ NELLA SCUOLA 

E allora bisogna anche reinventare degli spazi. Bisogna trovare degli spazi nella scuola che siano di ospitalità. Il rituale di prima può essere anche la possibilità che le persone si incontrino, non per decidere cosa fare nella prossima gita scolastica. Certamente è importante anche questo, ma ci si può incontrare anche per avere la possibilità di scambiarsi qualche cosa su come vestire i figli, se bisogna davvero avere tutti i prodotti firmati, se i Pokemon siano veramente così importanti. Tutto questo vuol dire intreccio di pubblico e privato. Le famiglie sono private e la scuola è punto di incontro pubblico.

Questa possibilità di tenere conto che la crescita è fatta di assunzione di responsabilità che vengono fatte sulla base di una progressione del sapere, la linea progressiva, ma anche di un’organizzazione della quotidianità che vuol dire tenersi in ordine, tenere in ordine gli oggetti, avere dei rapporti di collaborazione con gli altri, tenere in ordine un ambiente, avere cura delle cose. Questo è uno degli elementi cardine dell’insegnamento e del modo di vivere di Margherita. Altro elemento è il tenere conto che il mondo è tutto e non è quello che io conosco e che la curiosità e l’ignoranza sono la molla della conoscenza. E siccome su tanta parte del mondo siamo ignoranti, i giudizi affrettati, gli stereotipi, vengono meno se ci conosciamo e abbiamo voglia di capire un po’ meglio chi siamo gli uni con gli altri. 

Ma lì bisogna stare attenti a non essere invasivi e allora ritorno al rituale,  perché il rituale permette di non essere invasivi.

Quella stessa parola detta in due lingue esodo ed educare, attraversare, grandi distanze, incontro. Le grandi distanze che sembrano non esistere, ma è una falsità. Tra ciascuna famiglia e la scuola le grandi distanze ci sono. Rompere gli stereotipi vuol dire uscire su grandi distanze e aver bisogno di mediatori, di funzionalizzatori, di pause e anche di incontri in cui la parola e il silenzio siano possibili. Quelli in cui ci siano le persone che non sentano il disagio dello stare in silenzio. La possibilità di stare in un gruppo gustando l’ascolto e senza la necessità andar via avendo detto qualche cosa se non “Buona sera!”.


Titolo

1) Educare, verbo delicato

2) Educare = attraversare

3) Rituale = far scorrere

4) I mediatori

5) Pluralità di soggetti, pluralità d'intenzioni

6) La morte e il dolore

7) La capacità di essere responsabili

8) La scomparsa dei riti di passaggio

9) Spazi di ospitalità nella scuola