Ministero dell'Istruzione dell'Universita' e
della Ricerca
Dipartimento per lo Sviluppo dell'Istruzione
Dipartimento per i Servizi nel Territorio
Circolare ministeriale n. 68 del 8 agosto 2003 prot. n. 2131-Dip./Segr. Decreto ministeriale n. 61 del 22 luglio 2003 e circolare di
accompagnamento n. 62 di pari data
In relazione a quesiti in ordine all'esatto ambito di
applicazione del Progetto nazionale di innovazione di cui al D.M. n. 61 del
22/7/2003 e alla circolare di accompagnamento n. 62 di pari data, si precisa
che, come previsto espressamente dal D.M. n. 61 sopra citato, il Progetto
suddetto si limita ai contenuti delineati nelle Indicazioni
Nazionali per i Piani di studio personalizzati
relativi alle prime due classi della scuola primaria.
Conseguentemente i
capoversi 5-6-7 del paragrafo "contenuti del provvedimento", di cui
alla menzionata circolare n. 62 si intendono come non formulati, in
quanto non rientranti negli obiettivi del Progetto nazionale suddetto.
IL CAPO DIPARTIMENTO
Pasquale Capo
Ministero dell'Istruzione dell'Universita' e
della Ricerca Dipartimento per lo Sviluppo dell'Istruzione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici
Circolare ministeriale n. 62 del 22 luglio 2003 prot. n. 11894 Trasmissione decreto ministeriale n. 61 del 22 luglio 2003.
Iniziative finalizzate all'innovazione e all'introduzione dell'insegnamento
della lingua inglese e dell'alfabetizzazione informatica nei primi due anni
della scuola primaria
Premessa
Come è noto, la legge 28 marzo 2003, n. 53, riguardante la
definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali delle
prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale, delega il
Governo ad emanare, entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore, uno o più
decreti legislativi per la sua attuazione.
In attesa che si compia l'iter procedimentale necessario per
l'emanazione dei predetti provvedimenti attuativi, si è ritenuto opportuno
creare le condizioni per consentire, alla scuola primaria, un iniziale e
graduale approccio ai nuovi assetti didattico-pedagogici, sulla base di quanto
contenuto nella legge n. 53/2003.
In tale ottica, è stata anche tenuta presente l'esigenza di
assicurare, agli allievi che si sono avvalsi della facoltà dell'iscrizione
anticipata alla prima classe della scuola primaria per l'anno scolastico
2003/2004, un itinerario formativo coerente con le loro particolari esigenze di
sviluppo, nonché quella di garantire, agli alunni delle scuole nelle quali ha
trovato attuazione il progetto di sperimentazione, di cui al D.M. 18/9/2002, n.
100, la prosecuzione dei percorsi educativi, già attivati secondo le Indicazioni
Nazionali per i Piani di studio personalizzati.
Peraltro, è da considerare che la stessa legge prevede che la scuola primaria e
la scuola secondaria di primo grado facciano capo ad un unico ciclo di
istruzione. Da ciò discende la necessità di articolare piani di studio atti a
sviluppare un percorso formativo unitario e graduale per l'intero corso di otto
anni, quali sono quelli corrispondenti al primo ciclo. Inoltre, i nuovi
contenuti culturali ed educativi, desumibili dalle Indicazioni
Nazionali per i Piani di studio personalizzati,
possono costituire un valido strumento per attivare, attraverso la pratica
didattica e il diretto coinvolgimento del mondo della scuola e di quello delle
famiglie, un'approfondita riflessione utile ad arricchire, valorizzare e
socializzare la cultura e taluni profili e aspetti rilevanti della legge di
riforma.
D'altra parte il coinvolgimento diretto dei docenti, delle
famiglie e dei vari soggetti del territorio si rivela quanto mai opportuno per
approfondire i punti e gli snodi essenziali del progetto riformatore e per
contribuire alla costruzione e verifica delle esperienze innovative nel graduale
e progressivo passaggio dall'attuale al nuovo ordinamento. In questa ottica si
intende valorizzare l'autonomia scolastica, esaltandone quegli aspetti
laboratoriali di applicazione e di ricerca innovativa, che costituiscono uno dei
punti fondanti del Regolamento n. 275/1999 e che vedono nei docenti gli attori
indispensabili per il rinnovamento del Sistema educativo del nostro Paese.
Appare, dunque, non solo opportuno ma di fondamentale
importanza che nel processo di rinnovamento dell'ordinamento scolastico gli
operatori della scuola vengano considerati i protagonisti privilegiati, da
coinvolgere direttamente, nella consapevolezza che l'attuazione di una riforma
di così vasta portata non può prescindere da una preventiva conoscenza e da
un'ampia ed approfondita discussione.
Proprio per tali considerazioni e in attesa dell'emanazione
dei provvedimenti di attuazione della legge, il prossimo anno scolastico può
diventare un anno di preparazione all'avvio di un evento destinato, negli anni,
ad apportare profondi cambiamenti nel nostro Sistema scolastico. A tal fine,
tenendo conto delle indicazioni del Cnpi che, nella seduta del 15/7/2003, ha
espresso un parere favorevole all'iniziativa progettuale, è stato adottato il
D.M. n. 61 del 22 luglio 2003.
Contenuti del provvedimento
Con riferimento agli specifici aspetti del decreto
ministeriale, si ritiene utile fornire le indicazioni che seguono. L'articolo 1 del decreto
promuove, in applicazione del D.P.R. n. 275/1999, la realizzazione, nelle classi
prima e seconda della scuola primaria, di un'iniziativa, in ambito nazionale,
finalizzata all'adozione dei nuovi contenuti culturali ed educativi, desumibili
dalle Indicazioni Nazionali per i Piani di studio
personalizzati per la scuola primaria.
Conseguentemente, le istituzioni scolastiche sono chiamate,
nella loro libera determinazione, a rielaborare, per il prossimo anno
scolastico, i Piani dell'offerta formativa, relativi ai primi due anni della
scuola primaria, sulla base degli obiettivi specifici di apprendimento, delle
conoscenze e delle abilità necessarie allo sviluppo delle competenze e delle
educazioni alla convivenza civile. Pertanto, in attesa dell'emanazione
dei provvedimenti applicativi della delega, l'articolo 1 limita il campo di
applicazione all'assunzione nei Pof dei contenuti didattici espressi nelle Indicazioni
Nazionali, senza incidere, in questa fase, sulle
modalità organizzative e strutturali oggi attivate nelle scuole e senza
comportare contrazione della dotazione organica assegnata. In
ogni caso, nell'intento di attivare una rivisitazione dei piani di studio,
coerente con lo sviluppo unitario, graduale e progressivo degli insegnamenti e
degli apprendimenti lungo tutto il corso unitario del primo ciclo, le
istituzioni scolastiche, nell'esercizio della loro autonomia, connotata peraltro
di rilievo costituzionale, possono procedere anche alla revisione dei modelli
organizzativi e ad una diversa articolazione delle attività didattiche, che
reputino più funzionali alla migliore realizzazione degli obiettivi di
apprendimento. In tale ambito, è
altresì consentito arricchire le prestazioni professionali dei docenti,
destinando maggiore attenzione alle funzioni tutoriali, al coordinamento
didattico, alle attività laboratoriali, all'adozione del portfolio
delle competenze dei singoli alunni. A tale ultimo riguardo, i predetti
interventi innovativi, se rappresentano per le scuole primarie, limitatamente
alla prima e alla seconda classe, facoltà di libero esercizio, relativamente
alle istituzioni scolastiche che, nell'anno scolastico 2002/2003, hanno aderito
volontariamente al progetto di sperimentazione, costituiscono un punto di
riferimento, al fine di assicurare una logica prosecuzione, nella seconda
classe, degli aspetti organizzativi e dei contenuti didattico-pedagogici,
conformi ai criteri ed alle modalità previsti dal D.M. 18/9/2002, n. 100. L'articolo 2 prevede che, a
decorrere dall'anno scolastico 2003/2004, nelle classi prima e seconda della
scuola primaria, venga assicurata l'alfabetizzazione informatica e l'alfabetizzazione
nella lingua inglese, secondo quanto delineato dalle Indicazioni
Nazionali. L'introduzione delle predette
alfabetizzazioni rappresenta, pertanto, un vincolo generalizzato per le classi
prima e seconda della scuola primaria. L'alfabetizzazione informatica
costituisce un elemento indispensabile nella costruzione delle competenze di
base allo scopo di far acquisire agli allievi, utilizzando il loro personale
patrimonio di esperienze, quegli strumenti concettuali e operativi che
permettono una prima forma di interazione con la realtà degli oggetti prodotti
dall'uomo. L'alfabetizzazione in una lingua comunitaria,
fin dalla prima classe della scuola primaria è prevista dalla legge n. 53/2003;
il decreto ministeriale, tra le lingue comunitarie, privilegia la lingua
inglese, in quanto lingua veicolare della comunicazione, e come tale
generalmente prescelta dalle famiglie.
Peraltro, le prime classi, nelle quali nell'anno scolastico
2002/2003 è stato impartito l'insegnamento di una lingua straniera diversa
dall'inglese, proseguono nello studio della stessa lingua. Analogamente, viene
adottato l'insegnamento di una lingua straniera diversa dall'inglese nelle prime
classi nelle quali tale insegnamento è stato previsto nell'organico di diritto.
Soluzioni diverse possono essere adottate mediante l'utilizzo delle risorse
interne alla scuola, nel rispetto delle scelte delle famiglie e purché non si
determinino situazioni di soprannumerarietà.
Le Indicazioni Nazionali
forniscono puntualmente gli obiettivi specifici di apprendimento dell'inglese
per ciascun anno della scuola primaria.
Nelle more dell'emanazione dei provvedimenti di attuazione
della legge n. 53/2003, questo Ministero, in vista dell'avvio del nuovo anno
scolastico, ha provveduto ad emanare la circolare 9 luglio 2003 n. 58, fornendo,
tra l'altro, opportune istruzioni per la determinazione del fabbisogno di ore e
di posti di insegnamento di lingua inglese, occorrenti per una estensione
generalizzata dell'insegnamento stesso in tutte le prime e le seconde classi
della scuola primaria.
Relativamente alla consistenza oraria di tale insegnamento si
tiene conto dell'organico reso disponibile sulla base della predetta circolare
n. 58/2003, e della molteplicità di situazioni di apprendimento che le scuole
possono attivare in risposta ai bisogni formativi espressi dagli allievi, senza
trascurare il carattere trasversale di tale insegnamento ed utilizzando ogni
soluzione organizzativa che consenta l'impiego ottimale delle risorse.
Per l'insegnamento della lingua inglese le scuole possono
avvalersi anche del progetto "Divertinglese",
già proficuamente utilizzato dalle istituzioni scolastiche che hanno aderito
alla sperimentazione di cui al D.M. n. 100/2002. Tale programma, prodotto in
convenzione con Rai-Educational, viene diffuso in due diverse fasce orarie
quotidiane.
Relativamente alla formazione
dei docenti, nell'attuale fase di progressivo
consolidamento dei processi di autonomia e di riforma del Sistema scolastico,
vengono assicurate, nel quadro delle iniziative generali di formazione,
specifiche azioni di formazione in servizio, finalizzate al sostegno dei
processi innovativi, attraverso i modelli di e-learning
integrato predisposti dall'Indire.
Nel fare riserva di fornire, quanto prima, ulteriori
indicazioni in ordine al complesso delle iniziative dianzi delineate, si
invitano le SS.LL., utilizzando ogni risorsa disponibile, a svolgere una intensa
azione di sensibilizzazione e di sostegno alle istituzioni scolastiche
interessate, per favorire l'avvio delle attività da intraprendere.
Nel ringraziare per la preziosa collaborazione, si confida
nella consueta disponibilità delle SS.LL., al fine di assicurare la migliore
riuscita delle iniziative in argomento.