Geronimo

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Favoriti da un ambiente arido, desertico e montagnoso e da un clima torrido che rendeva praticamente quasi impossibile la vita e l’adattamento all’uomo bianco, questi indiani finirono per dimostrarsi non dei poveri montanari ignoranti, ma un vero e proprio reparto di uomini addestrato ad ogni pericolo e avversità. 
Tuttavia, uno a uno, tutti i capi erano stati resi inoffensivi: Cochise era morto nel 1874,e Juh, Victorio, Nana, Nachite, Mangus, Chato, Nan-Tia-Tish erano stati riportati nelle loro riserve.
Restava solo libero Geronimo, Go-khla-yeh, ovvero Colui Che non Sbadiglia.
Geronimo prevedeva il risultato delle battaglie così era diventato indispensabile per la sua tribù.

Nel 1885 riuscì insieme a Nana, Nachite, Mangus e Chihuahua  ad allontanarsi dalla riserva di San Carlos.

Gli fu messo contro l’abile generale Crookche era un grande nemico degli Apaches.  Crook capì subito che per battere un Apache s ci voleva un altro Apaches, cosicché costituì un vero e proprio reparto di scouts indiani che mise sulle tracce di Geronimo.
Geronimo scatenò la sua lotta, prima movendosi in Arizona, poi scorrazzando, razziando e uccidendo chiunque trovasse sulla sua strada in Messico, quindi spostandosi nel nord della provincia di Sonora e più oltre, a Santa Cruz, lasciando alle sue spalle, in meno di venti giorni, una scia di non meno di duecento morti.

Alla fine il suo accampamento fu scoperto dai soldati e Geronimo fu costretto ad arrendersi e fu deportato assieme a 700 dei suoi. Da questo momento gli Apaches conobbero continui spostamenti e nell’arco di vent’anni erano rimasti appena 250 individui in balia della miseria e dell’alcool. 
Geronimo morì ottantenne a Fort Sill, per una polmonite contratta per essere rimasto una notte intera all’aperto, esposto a una pioggia torrenziale, perché ubriaco fradicio.

Ricerca fatta da Falco Bianco e Grande Nube (Maria e Carlo Alberto) - cl V B
consultando il libro "Sono tra noi" - editrice MURSIA

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