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Un grande massacro naturale |
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Tra il 1750 ed il 1850 in EUROPA e d in AMERICA si costruirono le ferrovie.
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Luca |
I primi coloni davano la caccia ai bisonti per procurarsi il cibo, perciò non ne uccidevano molti. In seguito, con la costruzione della ferrovia, che doveva congiungere le città sorte sulle rive dei due oceani, ebbe inizio il vero e proprio massacro. La ferrovia contribuì ad aumentare la presenza di coloni bianchi nella prateria. Spesso le mandrie, durante gli spostamenti stagionali, attraversavano i binari ed impedivano per molte ore il passaggio dei treni.
Le Compagnie Ferroviarie fecero una grande campagna pubblicitaria invitando la gente a viaggiare sui treni con la possibilità di sparare ai bisonti stando comodamente seduti davanti ai finestrini. Questo attirò molti viaggiatori che per puro divertimento uccisero un numero enorme di animali. Altri uccidevano i bisonti o per procurarsi le lingue che, seccate al sole, erano considerate una ghiottoneria o per procurarsi ossa o pelli. Dal 1870 al 1875, in appena cinque anni, vennero abbattuti oltre 2 milioni e mezzo di capi (secondo un’altra fonte - SONO TRA NOI: storia del genocidio degli indiani d’America di Enzo Braschi - si stima che dal 1872 al 1874 furono abbattuti dai cacciatori e dagli scuoiatori bianchi, 3.700.000 bisonti. Le grandi pianure si trasformarono in quegli anni in un enorme cimitero e il fetore delle carcasse abbandonate sul terreno ammorbava l’aria per centinaia di chilometri). In meno di 100 anni, dei 75 milioni di bisonti che popolavano le praterie, ne erano rimasti un milione. All’inizio del 1900 ne sopravvivevano una ventina appena. In seguito gli Americani, per proteggere dall’estinzione gli ultimi capi, li rinchiusero in un parco nazionale. Oggi sono aumentati e vivono in piccoli branchi, chiusi in riserve naturali.
Altri animali subirono la stessa sorte del bisonte a causa dell’arrivo dei bianchi, che trasformarono l’ambiente, tagliando boschi, prosciugando paludi e arando la prateria. Gli animali pertanto morivano sia perché non riuscivano più a sopravvivere in un ambiente così trasformato o perché sterminati dagli agricoltori in quanto dannosi all’agricoltura. Scomparvero molte specie di uccelli come il colombo migratore, il picchio dal becco d’avorio, il parrocchetto della Carolina. Altre specie si ridussero a pochi esemplari come per esempio il cane della prateria.
Ricerca fatta consultando il libro "Hoka Hey Hey", La Linea Editrice