| Sentieri
selvaggi (The searches) - USA 1956 |
![]()
![]() |
Regia: | John Ford, |
| Interpreti: | John Wayne, Jeffrey Hunter, Vera Miles, Ward Bond, Natalie Wood, John Qualen, Olive Carey, Ken Curtis, Harry Carey. | |
| Genere: | Western | |
| Durata: | 1 ora e 55 minuti |
![]()
Introduzione alla visione di un film in classe
Questo è il primo film che guardiamo a scuola.
1. Guardare un film non significa scoprire la verità storica su fatti o avvenimenti accaduti nel presente o nel passato, ma ci può aiutare a capire come interpretano alcuni intellettuali e autori sia il passato sia il presente. Pertanto il film, più che come documento del passato, rappresenta le idee, le emozioni, i sogni della gente del presente.
2. Per capire bene un film, non è sufficiente interessarsi al tema trattato. In una pellicola è necessario capire anche lo stile usato per comunicare i contenuti: l’inquadratura, i primi piani, gli oggetti, le ombre, le atmosfere, ecc. Ad esempio una medesima situazione può essere inquadrata da davanti, dall’alto, dal basso, da dietro, ecc. Ogni tipo di inquadratura tende a sollecitare emozioni, sensazioni e pensieri diversi rispetto alla stessa situazione.
Tempo e luogo delle azioni del film
Le azioni del film si svolgono nel Texas nel 1868. La guerra di secessione è terminata da tre anni.
Breve trama del film
Dopo molti anni, Ethan Edwars (un reduce che ha combattuto con i sudisti nella guerra civile) torna nel West, nella casa del fratello. Ritrova la cognata Martha e le sue due figlie Debbie e Lucy. Incontra anche Martin Pawley, un ragazzo mezzosangue che gli Edwars hanno adottato. Una tribù indiana di Comanches attacca e distrugge la fattoria mentre Ethan è lontano. Tornato, scopre che il fratello e Martha sono stati uccisi, Debbie e Lucy sono state rapite. Ethan e Martin partono per un inseguimento che dura cinque anni. Quando trovano il capo indiano Scaut e la sua tribù, trovano anche Debbie, che si comporta ormai come un’indiana. Ethan (ferocemente razzista) vorrebbe addirittura ucciderla, e lo farebbe se Martin non glielo impedisse. Alla fine Martin, con l’aiuto della cavalleria che rade al suolo il campo dei Comanches, sconfigge Scaut e libera Debbie.
Alcune note sul film
Il film è stato girato nel 1956
in sole tre settimane nella Monument Valley (Arizona) e nel Colorado.
La critica lo definisce come il
film western migliore di John Ford. In questo film il regista ripercorre tutti i
principali elementi del genere western classico: l’eroe solitario,
l’odio per i pellerossa, la vendetta, il pericolo dell’indiano irriducibile,
le rocce e il deserto, la neve, il winchester.
Interessanti sono la prima e
l’ultima inquadratura del film. In esse sono racchiusi tanti significati,
atmosfere, idee e pensieri. Queste
due inquadrature presentano un paesaggio al tempo stesso geografico e
psicologico.
Nella prima scena si vede una
porta che si apre sullo sfondo della Monument Valley. Lo sfondo è luminoso, il
primo piano è scuro. Appare l’ombra scura di una persona inquadrata di spalle
e si intuisce che protende lo sguardo in lontananza nella valle.
Nell’ultima scena si ripete
una situazione simile. Siamo sempre sul primo piano scuro di una persona vista
di spalle e di una porta che si chiude sullo sfondo della luminosa Monument
Valley.
Forse con queste inquadrature
l’autore del film vuole comunicare pensieri e sensazioni importanti. Quali?
Quando vediamo un personaggio sistemato di spalle, la nostra sensazione più
elementare ci suggerisce un’idea di pericolo o comunque l’idea che il
personaggio inquadrato sia estremamente vulnerabile. Perché l’autore del film
vuole suggerirci queste idee?
Il paesaggio sullo sfondo appare
invece fermo, centrale, chiaro e luminoso. Perché è stato messo così
fortemente in evidenza nei confronti degli elementi in primo piano? Perché il
primo piano e lo sfondo sono stati messi in contrasto così forte (scuro il
primo e chiaro il secondo, di spalle il primo e di fronte il secondo)?
Successivamente alla prima inquadratura cominciano ad
illuminarsi e a sfilare i
personaggi della storia: Martha e Arold, suo marito e fratello di Ethan, Ethan,
le figlie Lucy e Debbie ed il figlio maschio e, da ultimo, Martin (il figlio
adottivo).
Inizia poi il racconto i cui
fatti vengono rivelati in gran parte dagli atteggiamenti dei personaggi (come il
sentimento che lega Ethan a Martha rivelato dai dolci sguardi e dalla tenerezza
dei gesti fra i due) o vengono intuiti dal contesto dei dialoghi (come Ethan non
abbia dato notizie di sé per diversi anni dopo la fine della guerra). Alcuni
fatti rimangono e rimarranno comunque sempre misteriosi: cosa ha fatto Ethan
negli anni che vanno dalla fine della guerra al suo ritorno a casa e dove si
procurò quei dollari nuovi di zecca?
I critici ritengono che Ethan
rappresenta il ruolo più grande e appassionante che John Wayne abbia
interpretato: un personaggio complesso, ambiguo e pieno di chiaroscuri (ha
salvato Martin da piccolo, ma non riesce a superare la diffidenza nei suoi
confronti - è tornato a casa per amore di Martha, ma non spiega perché è
stato lontano tanti anni senza dare notizie di sé). Ethan è il classico eroe
del West: autosufficiente, pronto nelle decisioni, solitario. La giustizia nei
confronti della morte dei suoi cari e l’inseguimento dei Comaches diventano
per lui un fatto personale ed i sentimenti che lo animano sono la vendetta e
l’odio.
Gli altri possono solo essere
testimoni del suo agire, egli non li ascolta - anche l’ultimo gesto, quando
solleva fra le sue braccia la nipotina ritrovata, si può spiegare in questo
modo.
Un altro elemento che ci fa
capire come questo film sia un capolavoro dal punto di vista artistico è il
passaggio da toni drammatici - i vari tentativi di Martin di salvare Lucy -
a toni comici - il sedere del reverendo trafitto dalla sciabola del
tenentino di cavalleria - ben collegati tra loro.
Successivamente alla prima
inquadratura cominciano ad illuminarsi e a sfilare i personaggi della storia: Martha e Arold, suo marito e fratello
di Ethan, Ethan, le figlie Lucy e Debbie ed il figlio maschio e, da ultimo,
Martin (il figlio adottivo).
Inizia poi il racconto i cui
fatti vengono rivelati in gran parte dagli atteggiamenti dei personaggi (come il
sentimento che lega Ethan a Martha rivelato dai dolci sguardi e dalla tenerezza
dei gesti fra i due) o vengono intuiti dal contesto dei dialoghi (come Ethan non
abbia dato notizie di sé per diversi anni dopo la fine della guerra). Alcuni
fatti rimangono e rimarranno comunque sempre misteriosi: cosa ha fatto Ethan
negli anni che vanno dalla fine della guerra al suo ritorno a casa e dove si
procurò quei dollari nuovi di zecca?
I critici ritengono che Ethan
rappresenta il ruolo più grande e appassionante che John Wayne abbia
interpretato: un personaggio complesso, ambiguo e pieno di chiaroscuri (ha
salvato Martin da piccolo, ma non riesce a superare la diffidenza nei suoi
confronti - è tornato a casa per amore di Martha, ma non spiega perché è
stato lontano tanti anni senza dare notizie di sé). Ethan è il classico eroe
del West: autosufficiente, pronto nelle decisioni, solitario. La giustizia nei
confronti della morte dei suoi cari e l’inseguimento dei Comaches diventano
per lui un fatto personale ed i sentimenti che lo animano sono la vendetta e
l’odio.
Gli altri possono solo essere
testimoni del suo agire, egli non li ascolta - anche l’ultimo gesto, quando
solleva fra le sue braccia la nipotina ritrovata, si può spiegare in questo
modo.
Un altro elemento che ci fa
capire come questo film sia un capolavoro dal punto di vista artistico è il
passaggio da toni drammatici - i vari tentativi di Martin di salvare Lucy -
a toni comici - il sedere del reverendo trafitto dalla sciabola del
tenentino di cavalleria - ben collegati tra loro.