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Gli indiani d’America non sono solo i Sioux gli Apache e i Cheyenne ma ci sono anche i Cree, i Navajo gli Arapaho, i Maidu, i Tipai e tanti altri. 
Sul libro “SONO TRA NOI di Enzo Braschi, che è possibile consultare nella nostra biblioteca, vi è una tavola che riporta la collocazione geografica nell’America del Nord di 156 tribù indiane. Voi vi chiederete da dove venivano i popoli dell’America. I primi abitanti dell’America giunsero circa 20.000 anni fa passando attraverso lo stretto di Bering.
A quel tempo il continente asiatico e quello americano erano uniti da una striscia di terra che è scomparsa sotto il mare alla fine dell’ultima era glaciale. Gruppi di cacciatori si spinsero così nel continente americano inseguendo gli animali di cui si nutrivano. Fu così che lentamente tutto il continente americano si popolò. 
Ogni popolo indiano che viveva nei territori dell’America del Nord aveva i suoi miti coi quali si spiegava come si era popolato il mondo. La storia della creazione degli Irochesi, narra la discesa di Skywoman dal suo regno. Alcuni uccelli acquatici la portarono su di un isola che un topo muschiato stava costruendo con il guscio di una tartaruga. L'isola si ingrandì diventando la terra. La vita nel mondo ebbe inizio quando Skywoman  partorì una figlia. 
Gli indiani d'America erano tutti molto legati alla loro terra e la rispettavano molto, infatti quando i bianchi li scacciarono, i pellerossa non volevano abbandonare le loro terre poiché pensavano che fossero sacre. Ai bambini veniva dato il nome che prendeva ispirazione da fatti che erano successi, da elementi naturali o da aspetti del comportamento. Ad esempio “Cavallo Pazzo” fu chiamato così perché, quando è nato, un puledro si era imbizzarrito, “Nuvola Rossa” aveva questo nome perché alla sua nascita ci fu un bagliore di color rosso nel cielo probabilmente dovuto ad un meteorite o a una cometa. Un'altro curioso modo di mettere il nome fu quello degli Inuit o Eschimesi che davano un nuovo nome al figlio ogni volta che piangeva. I bambini di sera ascoltavano la gente adulta che raccontava loro miti, leggende e racconti popolari coi quali insegnavano le vicende e i costumi della tribù. I ragazzini per diventare cacciatori e guerrieri dovevano superare alcune prove. 
Per i giovani Sioux una prova era la  “Danza del sole” che consisteva nel  danzare a lungo attorno ad un palo stando appesi ad esso. 
Con l'arrivo dei bianchi, giunti dall’Europa in poco tempo, l’ambiente dove gli indiani avevano vissuto liberi per millenni fu completamente trasformato. Le enormi mandrie di bisonti furono massacrate, fu costruita una ferrovia che attraversava la prateria americana, furono costruite città e furono fatti insediamenti di coloni. L’ambiente fu trasformato in modo tale che gli indiani non riuscirono più a vivere nella propria terra. Tutta la prateria, che era un tempo dominio incontrastato degli indiani e dei bisonti, in pochi anni divenne uno sterminato campo di grano, i cui enormi guadagni erano suddivisi solo tra pochissime persone, che diventavano sempre più ricche. 
Gli indiani furono richiusi nelle riserve e lì si trovarono a dover affrontare una vita dove le loro abitudini e le loro esperienze non servivano più. Invece che nel tepee dovettero imparare a vivere in baracche quadrate e grigie, dove si indebolirono sempre di più e i bambini si ammalavano.

Lupo Solitario e Falco Bianco (Lorenzo e Maria) –  cl. V B
Scuola elementare Margherita Zoebeli - Santa Giustina di Rimini

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