PROGETTO LETTURA DI CIRCOLO 2001-2002
"I LINGUAGGI ANTICHI MA SEMPRE ATTUALI DELLE FIABE E DEI MITI"

IV incontro
Il mito e la fiaba: un percorso per crescere


 

Con questo sguardo sul lavoro di Bettelheim, spero di essere riuscita a dare un’idea sia di quelle che sono le esigenze psicologiche in rapporto ai vari periodi di crescita e alle problematiche del bambino, sia del grande aiuto che le fiabe possono dare dal punto di vista psicopedagogico: esse rappresentano infatti uno strumento eccezionale nelle mani di chi ha a che fare con i bambini e con le loro paure, in modo da non lasciarli soli ad affrontarle, ma creando invece in loro l’ineguagliabile possibilità di imparare a giocare con le proprie potenzialità interiori di creatività e fantasia. E’ infatti importante non perdere la memoria e il contatto con le nostre radici e con i simbolismi archetipi, perchè non basta dare alle domande dei nostri ragazzi solo risposte razionali e scientifiche, ma bisogna saper usare il linguaggio giusto per potersi far capire, dipendentemente dalle fasi dello sviluppo, e creare quell’entusiasmo e quella fiducia fondamentali per la crescita delle parti affettivo-emotive e il raggiungimento della padronanza di sè e della propria vita.

Le fiabe inviano messaggi alla mente conscia, preconscia e subconscia, per cui sia l’ascolto, sia l’aiuto che possono dare, si attuano contemporaneamente a più livelli.

Forniscono al bambino la possibilità di visualizzare il suo stato emotivo e psicologico e offrono esempi di soluzioni alle difficoltà sia nell’immediato che nel futuro: il bambino non può infatti riuscire a risolvere i suoi problemi in maniera razionale, lo può fare solo familiarizzandosi con essi. E’ così che, rielaborando e meditando tutti i contenuti e i messaggi che si trovano all’interno delle fiabe, troverà nuove dimensioni per il proprio immaginario e potrà permettersi, sognando ad occhi aperti, di scoprire nuovi orizzonti e nuove direzioni da dare alla propria vita.

Se l’inconscio viene represso e i contenuti non possono essere portati alla coscienza, la mente conscia sarà alla fine sopraffatta da questi elementi dell’inconscio o sarà altrimenti costretta a mantenere un controllo talmente rigido che l’intero sviluppo della personalità ne verrà danneggiato. Se invece il bambino avrà la possibilità di far filtrare lentamente delle piccole parti inconsce, comprese e razionalizzate attraverso le fiabe, riuscendo piano piano a rielaborarle, potendoci giocare sopra, ecco che un po’ alla volta otterremo il risultato che stiamo cercando, cioè la comprensione, il superamento delle difficoltà e dei complessi e la liberazione di parti di energia psichica precedentemente utilizzate per la rimozione, che saranno invece rese nuovamente fruibili e diverranno parti estremamente vitali.

Questo è molto importante nel momento in cui il bambino stia vivendo una vita che non lo soddisfi, che sia molto difficile o con una pesante sofferenza psicologica. Credendo alla fiaba, infatti, può cominciare a convincersi di essere, o quantomeno di poter diventare forte, potente, vincente come l’eroe, di poter affrontare qualunque fantastica avventura, di sconfiggere i giganti, di tramutarsi in tutto ciò che vuole, in modo da poter riemergere, anche nella vita reale, con la sensazione di essere sufficientemente robusto e valoroso per superare tutte le insicurezze o i sensi di inferiorità.

Le fiabe iniziano infatti sempre con situazioni di solitudine, abbandono, incapacità, piccolezza, inferiorità, che sono le stesse che i bambini provano così frequentemente, e li portano, invece, servendosi dei processi di pensiero infantili, a trovare dei nuovi orizzonti in cui è possibile superare tutte le problematiche ed avere una visione ottimistica della vita.

Sappiamo che all’interno della mente del bambino si agitano un’enorme quantità di fantasmi, di problemi e di ansie non risolte che i genitori non sanno insegnare a controllare (spesso perchè non sono a loro volta in grado di farlo) e che cercano quindi di evitare distraendo il bambino, sminuendone l’importanza e la pregnanza o negandoli addirittura, mentre il piccolo ha assoluto bisogno di risolvere queste problematiche per poter sviluppare una crescita vera.

Infatti, questa confusione interna, che è già difficile da gestire per un adulto, lo è ancora di più per un bambino piccolo, il quale ha iniziato fin dalla nascita a percepire il mondo come un insieme estremamente confuso di cose. (I bambini non possono afferrare le sfumature, le gradazioni; per loro le cose sono o tutte belle o tutte brutte, o tutte buone o tutte cattive: esattamente lo stesso modo di intendere e di illustrare la realtà che viene visualizzato nelle fiabe.)

Anche durante la fase edipica la fiaba offre la possibilità ai bambini di capire che gli adulti, compresi i loro padri e le loro madri, condividendo e accondiscendendo le speranze e le vittorie del protagonista, anche quando il rivale è rappresentato da un personaggio che incarna il genitore edipico dello stesso sesso, sono consapevoli di questo passaggio di crescita dei figli e sono in grado di accettarlo e approvarlo.

In questo modo ogni genitore può mantenere la sua funzione parentale, ma può, a livello fantastico, far capire al bambino che condivide con lui la realizzazione dei suoi desideri, compreso quello di vincere sui rivali, anche nel momento in cui il rivale è egli stesso.

Non è infatti positivo o funzionale incoraggiare verbalmente il bambino a maturare, perchè egli penserebbe che lo si vuole vedere già pronto per andarsene da casa, che ci si voglia sbarazzare di lui, mentre dovrà potersene andare quando vuole, dove vuole, per le strade che lui stesso si è scelto, come indica la fiaba, che accenna, ma non consiglia, non esige e non specifica nulla: tutto è lasciato al libero arbitrio dell’ascoltatore. “Nella fiaba tutto è detto implicitamente e in maniera simbolica: quali devono essere i compiti adatti alla propria età, come bisogna affrontare i propri sentimenti ambivalenti circa i propri genitori, come si può dominare questo tumulto di emozioni. Inoltre essa avverte il bambino di alcune trappole che può aspettarsi e magari evitare, sempre promettendo un esito favorevole.”

Le fiabe poi illustrano al bambino quello che c’è al di là delle pareti domestiche, quello che c’è nel mondo al di fuori della propria famiglia ed è molto importante che questi messaggi, questi chiarimenti gli vengano dati, per non rischiare un impoverimento dello sviluppo della personalità.

Marina Zaoli

11 marzo 2002

Introduzione

Interventi:

Perché i miti e le fiabe nella scuola elementare?

 

Corso di aggiornamento tenuto dalla dott.ssa Marina Zaoli alle insegnanti del Circolo dal titolo
"Il mito e la fiaba, un percorso per crescere"

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