UN PROGETTO DI ATTIVITA’ TEATRALE 
CON LE CLASSI QUINTE

Avviato nella scuola elementare di S.Giustina di Rimini
e diffuso poi in tutti i plessi scolastici del  Circolo didattico

Circa dieci anni fa, nasce un rapporto di collaborazione tra l’Associazione Culturale e Teatrale “ALCANTARA” ed il “Centro Giovani” del Quartiere n. 5 di Rimini. L’intento comune è quello di avviare un progetto, rivolto ai ragazzi che frequentano abitualmente il “Centro Giovani” di S. Giustina, avente come obiettivo la prevenzione del disagio giovanile. L’esigenza è qui particolarmente sentita, proprio perché questo luogo, situato in periferia, lungo la via Emilia e a cavallo fra i Comuni di Rimini e Santarcangelo di Romagna, rappresenta in qualche modo una zona “a rischio”,  priva di punti di riferimento e di aggregazione per i giovani.
L’esperienza è positiva: si avvia un laboratorio teatrale serale che prosegue per due anni consecutivi.
Nasce successivamente l’esigenza di dare al progetto una valenza più radicata nel territorio e di estendere le collaborazioni coinvolgendo altri settori educativi. Viene individuata la scuola come luogo ideale in cui operare.
Il laboratorio teatrale, a partire dall’anno scolastico 1994/95 viene proposto dunque alle classi quinte; l’esperienza, avviata inizialmente presso la scuola elementare di S. Giustina, sarà estesa poi nel corso degli anni a tutte le classi quinte dei vari plessi scolastici del Quartiere n. 5. L’iniziativa sarà sostenuta dal Quartiere e vedrà poi nel tempo affiancarsi, alternativamente, anche altri Enti (A.U.S.L., Provincia di Rimini).
Naturalmente, fondamentale è stato l’appoggio della direzione didattica del IV Circolo e degli insegnanti che fin dall’inizio hanno creduto nella valenza educativa del progetto.
Mediamente, ogni anno, sono coinvolte nell’attività sette classi delle scuole del IV Circolo di Rimini.
La scelta di operare con i ragazzi delle classi quinte, nasce dall’esigenza di offrire opportunità culturali e educative ad una fascia d’età particolarmente delicata, che segna il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, passaggio reso ancor più forte e tangibile dalla fine di un ciclo scolastico, quello della scuola elementare e l’inizio di nuove esperienze. Questo momento della vita è contrassegnato da sentimenti contrastanti: la voglia di autonomia, di diventare “grandi”, di entrare a far parte del mondo degli adulti da un lato, la nostalgia ed il rimpianto nei confronti di ciò che si abbandona, dall’altro.
“Il gioco drammatico”, in altre parole il lavoro teatrale, s’inserisce in questa fase come strumento di rielaborazione personale, che permette al preadolescente di riappropriarsi di sentimenti e sensazioni dell’infanzia, in un’ottica più matura.
Nel tempo il progetto si arricchisce di nuovi contenuti, in particolare quello riferito all’integrazione e alla intercultura. Il Quartiere n. 5 (ed in particolare proprio la scuola di S. Giustina) vede la presenza di molti bambini di diverse etnie, culture, religioni. L’esperienza ci ha insegnato che la pratica teatrale, oltre che come forma artistica e strumento di comunicazione, assume importanza come “luogo” in cui il disagio socio-affettivo, la diversità in senso lato, può trovare attenzione ed opportunità di superamento di alcuni problemi.
Il gioco teatrale può rappresentare, in una realtà così variegata, un interessante strumento di conoscenza critica e consapevole di modi diversi di comunicare ed esprimersi e, dunque, di arricchimento reciproco, nella prospettiva di un’autentica integrazione di culture diverse.
Il “PROGETTO PREMUR” (Progetto Educativo Multietnico Riminese), attuato in collaborazione con l’A.U.S.L. di Rimini negli anni scolastici 1998/99 e 1999/2000 e successivamente anche con il contributo della Provincia di Rimini, Assessorato alle politiche giovanili e servizi socio-sanitari, permette il potenziamento delle risorse per: fronteggiare in maniera efficace il problema della multietnicità, della piena integrazione sociale e scolastica di tutti i soggetti, del miglioramento dei percorsi scolastici, riducendo l’entità del disagio, della dispersione e dell’abbandono.
Un’attenzione particolare viene altresì riservata agli alunni portatori di handicap.

I temi trattati in questi anni all’interno dei vari laboratori, sono stati molteplici: il mondo dell’infanzia ed il rapporto con gli adulti, il rapporto con gli anziani, con i ragazzi più grandi; talvolta nell’azione teatrale sono intervenuti soggetti esterni alla scuola (ricordiamo, ad esempio, uno spettacolo che ha visto la partecipazione di ragazzi del liceo scientifico “Serpieri”, o ancora un’altra esperienza che ha coinvolto gli anziani di una Casa di riposo, ma potremmo citare ancora molte altre interessanti sperimentazioni…). Testi teatrali inediti, sono stati elaborati sulla base dei suggerimenti dei ragazzi o tratti da narrazioni di noti autori per l’infanzia (M. Ende, R. Piumini, G. Rodari…).

Rimini, 21 giugno 2001

Associazione Teatrale Alcantara    
Anna Pizzioli